La Grave Danza

Non è stato tutto rose e fiori… Anzi. Abbiamo vissuto dei momenti tremendi e non perché il bimbo non mangia, non dorme o fa la pupù verde fosforescente. Tremendi veri. Momo il secondonato dei Tanacchi ha subìto una operazione chirurgica che aveva appena quattro giorni di vita per un difetto congenito di cui sapevamo l’esistenza già durante la gravidanza. Non … Continua a leggere

Signora, ma sono tutti suoi??

Non è stato perdere il saluto di Nani (Nani: nonna da parte della Fabri) che diceva che ero peggio delle zingare (ma io mica li mando ai semafori i miei figli!!) e nemmeno sentirmi dire dalle mie amiche: Fabri quando sono disperata con Nottolo penso a te (Nottolo: figlio unico o tutt’al più fratello di Nottola adorabile bimbetta fatta con … Continua a leggere

Perché una famiglia particolare?

Credo sia giunto il momento di fare le presentazioni ufficiali, quelle con tanto di stretta di mano vigorosa e di convenevoli sul tempo. Dunque io sono la Fabri, conosciuta anche come Mammaperò (anche se negli anni ho avuto altri nomiglioli e quanti ne avrò…) sono sposata con Babbino, abitiamo in provincia ma di fronte al mare, quindi non c’è la … Continua a leggere

Ma che vacanza!!!

Allora è tutto pronto. Le Morbidelle spedite impacchettate dai nonni Pà, i Tanacchi a dormire da amici che se li spupazzano fino a domenica. Noi aggressivi e senza timori reverenziali, diretti spavaldi verso 3 e ripeto 3 giorni filati di vacanza. Che non andiamo da soli in vacanza non so più neanche quanti anni sono… Eccheppalle sempre a contare quanti … Continua a leggere

Partirei dall’inizio…ma l’inizio qual’è?

L’inizio. Era una serena notte di uno splendido giugno di 42 anni fa…  Ehi ehi ho capito! Troppo indietro. Allora riprovo. Ero in fila alla segreteria dell’università. Sì, può andare… “Ciao come ti chiami? Da dove vieni? Cosa studi? Mi vuoi sposare?” E’ andata così, anche se non esattamente in quest’ordine.  

Un blog? Che sarà mai? (6 anni dopo)

E’ un sacco di tempo che ti cerco blog ma le tue dita sfuggivano alla mia presa. Saranno le unghie lunghe (e il terrore ancestrale di rompersene una) con le quali è tanto difficile scrivere al computer (per non parlare dei tablet) o perché la mia confidenza con la tecnologia è pari a quella che ho con il pica himalayano, … Continua a leggere